La presenza di condotte in cemento amianto nelle reti idriche gestite da Consac

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    Una ricorrente preoccupazione della cittadinanza è l’effetto che possa eventualmente avere sulla salute umana l’utilizzo di condotte in cemento amianto per il veicolamento dell’acqua potabile.

    Le condotte in cemento amianto hanno avuto una grande diffusione a partire da metà anni ’60 , uso interrotto dagli anni ’90 a seguito del divieto di produrre e commercializzare prodotti contenenti amianto (L.257/92).

    La seguente tabella riporta la percentuale di condotte in cemento amianto nelle reti interne dei Comuni a gestione Consac.

    Può evincersi che l’incidenza del cemento amianto rispetto ad altri materiali è molto contenuta, talora nulla.

    Comune

    Tubazioni in
    cemento amianto
    ml

    Sviluppo complessivo
    rete idrica
    ml

    Presenza cemento
    amianto
    %

    Alfano

    0

    7.219,86

    Ascea

    43,92

    71.427,41

    0,06%

    Atena Lucana

    0

    21.330,27

    Auletta

    0

    11.335,82

    Camerota

    112,91

    71.427,41

    0,16%

    Campora

    0

    5.794,72

    Cannalonga

    0

    6.447,43

    Casal velino

    1318,05

    57.651,15

    2,29%

    Casaletto Spartano

    0

    8.557,81

    Caselle in Pittari

    0

    33.408,53

    Castelnuovo Cilento

    0

    23.514,55

    Celle di Bulgheria

    0

    8.657,77

    Centola

    5302,14

    105.686,44

    5,02%

    Ceraso

    247,17

    51.556,64

    0,48%

    Cuccaro Vetere

    0

    5.951,95

    Futani

    0

    12.475,96

    Gioi

    0

    11.262,60

    Ispani

    188,24

    15.502,65

    1,21%

    Laurito

    0

    54.585,61

    Moio della Civitella

    0

    10.307,59

    Montano Antilia

    0

    36.531,81

    Montecorice

    0

    44.593,59

    Morigerati

    0

    13.640,52

    Omignano

    362,08

    24.681,85

    1,47%

    Orria

    0

    9.824,23

    Padula

    0

    23.404,25

    Perito

    0

    8.547,25

    Pertosa

    0

    10.744,60

    Pisciotta

    414,51

    27.849,84

    1,49%

    Pollica

    0

    37.877,76

    Roccagloriosa

    0

    29.355,68

    Rutino

    0

    16.267,18

    Sala Consilina

    0

    67.337,60

    Salento

    0

    4.680,96

    San Giovanni a Piro

    230,45

    62.052,14

    0,37%

    San Mauro Cilento

    0

    12.283,01

    San Mauro La Bruca

    0

    12.265,49

    San Pietro al Tanagro

    0

    20.000,00

    San Rufo

    0

    5.513,52

    Santa Marina

    135,15

    22.990,31

    0,59%

    Sapri

    41,75

    31.083,73

    0,13%

    Sassano

    0

    55.789,51

    Serramezzana

    0

    6.715,40

    Sessa Cilento

    0

    18.775,04

    Stella Cilento

    0

    18.745,59

    Stio

    0

    16.798,96

    Teggiano

    0

    46.060,02

    Torraca

    0

    20.255,05

    Torre Orsaia

    0

    29.056,37

    Tortorella

    0

    11.068,81

    Vallo della Lucania

    1290,19

    40.720,93

    3,17%

    Vibonati

    42,26

    24.323,76

    0,17%


    Le condotte in cemento amianto sono costituite da amianto in matrice compatta di gran lunga meno pericoloso rispetto al friabile (libero, tessuto, spruzzato).  Il possibile rilascio di fibre dalla matrice cementizia delle tubazioni in cemento amianto dipende dalla sottrazione di ioni calcio e dall’ aggressività dell’acqua (ph, alcalinità e durezza calcica) e l’acqua distribuita da Consac, è poco aggressiva.
    Studi internazionali su popolazioni esposte attraverso l’acqua potabile a concentrazioni di 1-200×10.6 di ff/l non hanno fornito sinora chiare evidenze fra eccesso di tumori gastrointestinali e consumo di acqua contenente amianto.

    La stessa Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) nelle proprie “Linee Guida per l’acqua potabile – quarta edizione” emanate nel 2011 afferma che “non esiste alcuna coerente evidenza che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute” e pertanto non ha stabilito un valore guida per la concentrazione di fibre in amianto.

    L’OMS ha preso in esame vari lavori, fra cui anche uno studio riguardante acqua rilasciata dal rubinetto di casa con concentrazione di amianto mediamente pari a 24 milioni fibre/litro concludendo appunto che “non c’è la necessità di stabilire un valore di linea guida per l’amianto nell’acqua potabile”.

    Oltre all’ingestione, l’OMS ha considerato, nella propria valutazione,  anche i possibili effetti sanitari che potrebbero derivare da fibre di amianto presenti nell’acqua potabile ed inalate a seguito di fenomeni di dispersione/nebulizzazione (ad esempio durante le docce).

    Da tali presupposti, né la normativa europea (Dir. 98/83/CE del 3 novembre 1998) , né la normativa nazionale (D.Lgs. n° 31 del 02/02/2001 “Attuazione della direttiva relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”) dettano limiti di concentrazione da rispettare nelle acque potabili per le fibre di amianto.

    Unico limite noto è quello previsto negli U.S.A. , che partendo da alcuni studi in base ai quali acque con contaminazione di 20 milioni di fibre/l sarebbero in grado di aumentare il livello di fibre aerodisperse nelle abitazioni ha stabilito il limite di 7 milioni di fibre/litro.

    L’Istituto Superiore di Sanità, con nota prot. n. 0015414 del 26/05/2015, afferma che sulla base delle informazioni disponibili sul profilo tossicologico della sostanza in oggetto, aggiornato alle più recenti evidenze e in relazione alle vie di esposizione sui dati di epidemiologia ambientale rilevati, sullo scenario di contaminazione ad oggi definito e sulle possibili misure di prevenzione e mitigazione del rischio nella filiera idropotabile non esiste un valore limite su base normativa per fibre idro – disperse in amianto, in quanto non ne sono provati i rischi di contaminazione.

    Pur in assenza di una norma italiana od europea che lo preveda, Consac ha ritenuto opportuno avviare una campagna di ricerca per evidenziare la eventuale presenza di fibre di amianto nell’acqua.

    Il controllo è stato effettuato dal Laboratorio Neotes di Battipaglia su campioni di acqua  prelevati nei 5 centri abitati in cui è maggiore la presenza di cemento amianto rispetto all’intero sviluppo della rete di distribuzione idrica, vale a dire ai fontanini pubblici di Centola, Pisciotta, Vallo della Lucania, Omignano, Casalvelino.

    I risultati ottenuti,  ottenuti con analisi in miscroscopia ottica ai sensi del DM 06/09/94 – all. 1 – , hanno dimostrato la totale assenza di fibre in cemento amianto in tutti i campioni esaminati. 

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